Dal 24 ottobre 1875,giorno dell’inizio delle “Povere Riparatrici del Sacro Cuore”, al 1896, esse avevano cambiato tre sedi: Villa Albano, Villa Pepe, Casino Occhetto al Vomero, e, infine,il Palazzo Finelli.

Questi cambiamenti si imposero per lo sviluppo dell’Opera. Ogni trasloco fu un passo avanti.

Villa Albano, accolse le prime discepole; Villa Pepe ospitò le prime orfanelle;

il Casino Occhetto sul Vomero fu necessario per seguire meglio i lavori dell’erigendo Santuario di Riparazione in onore al Sacro Cuore.

Infine, il Palazzo Finelli,sede definitiva dell’opera di Riparazione, sempre in continuo aumento.

         Il trasloco dal “Casino Occhetto” al Palazzo Finelli, in Corso Vittorio Emanuele, avvenne tra gli ultimi mesi del 1895 e i primi del 1896. Qualche tempo prima del santo Natale del 1895, la Madre scrisse al Cardinale Sanfelice per ottenere il permesso di rivestire senza limitazioni l’abito religioso.

La risposta fu positiva e l’8 dicembre del 1896, madre Isabella e otto consorelle rivestirono l’abito religioso delle Suore Riparatrici.

Da allora le vestizioni delle nuove religiose si tennero due volte l’anno.

Iniziò, nella nuova casa, una vita organizzata e vissuta secondo i canoni propri delle Religiose di tutti gli Istituti femminili.

Si istituì il noviziato, serio e formativo sotto ogni aspetto, alla vita religiosa: preghiera, vita comunitaria, lavoro, studio, osservanza delle regole e disposizioni proprie delle Riparatrici.

         Fioccarono una dopo l’altra le domande di avere le Suore Riparatrici del Sacro cuore per asili, orfanotrofi, laboratori, ricoveri di anziani e servizio alle parrocchia.

Tale fervore e fioritura di vocazioni furono ritenute una benedizione particolare del Cuore Santo di Gesù, per la cui gloria e onore tanto aveva lavorato e sofferto Madre Isabella. 

Napoli: Casa Madre

Suore Riparatrici Del Sacro Cuore

“…La mia vita la veggo come una nave, che già si avvicina al porto: come vorrei caricarla di merce preziosa!

Ho un’avidità grande di guadagnare meriti di vita eterna e fare opere che abbiano valore innanzi a Dio”

                                                               Madre Isabella de Rosis

Cappella della Casa Madre

Coretto

   Altare e immagine del Sacro Cuore, posti nella chiesa di Casa Madre a Napoli, costruita  da madre Isabella nel 1904.

È il vero Santuario di madre Isabella  e delle Suore Riparatrici .

Videro e illuminarono  il suo Calvario. 

 

   Deposta da Superiora Generale, relegata in una camera e privata del contatto con le sue Figlie, per Madre Isabella il  coretto, il cui sportello dà sull’Altare della Cappella comunitaria, rimane l’unica preziosa oasi nell’arido deserto della sua anima, dopo le dure disposizioni del Visitatore Apostolico.

Anziché abbattersi, la sua fede diviene più adamantina nel crogiuolo del dolore, tanto da farla esclamare: “ Isabella, ti sia dolce la vita in quest’angolo appartato, lungi da ogni cosa: il tuo Dio vuole così, e l’anima tua si tenga sul Calvario, innamorata di Gesù Crocifisso”. 

(dai Pensieri Spirituali)

PALAZZO FINELLI

“…La mia vita la veggo come una nave, che già si avvicina al porto: come vorrei caricarla di merce preziosa! Ho un’avidità grande di guadagnare meriti di vita eterna e fare opere che abbiano valore innanzi a Dio”

                                                                 

                                            Madre Isabella de Rosis

Tomba nella Cappella  dell’Istituto, che ha accolto, fino al 2006, le spoglie mortali della Venerabile Isabella.

Il nuovo avello che accoglie i resti della Fondatrice.

Prospetto del costruendo Santuario di Riparazione al Vomero